In balia

Due città tanto diverse tra di loro, eppure ugualmente amabili.

La protagonista, e le sue “manie”, catapultata per deformazione -e un po’ per scelta- in mezzo ad una perenne precarietà, vissuta con il supporto costante dei suoi punti di riferimento, ironici e maledettamente reali.

Nel mezzo, più vite che si intrecciano nel modo giusto e al momento giusto.

Angosce, gioie, dilemmi, stati d’animo, umori e amori nei racconti dei protagonisti.

La voglia di guardare la vita da differenti punti di vista ché, in fondo, non ce ne sono di universali che possono valere per tutti.

La libertà di scegliere ciò che è giusto e bello per se stessi.

L’assenza di ipocrisia nei dialoghi e la presenza viva del sentimento più nobile: il perdono.

Se siete curiosi e se vi intriga, leggete “In balia” di Marianna Aprile.

Perfètto!

Così, di botto, dopo la fase dell’osservazione.

Nemmeno una parola in più che potesse aiutarmi a capire com’ero andata. Nulla.

Le parole hanno un significato e anche un loro peso, ne sono sicura. In quella occasione, di quel termine “perfètto” ascoltato, ho messo in discussione il significato originario anche se ero perfettamente in grado di quantificarne il peso che aveva sulla mia vita.

Per una sempre esigente con sé stessa e terribilmente maniacale nel portare a termine le cose, quel termine ha assunto, nei mesi trascorsi dal momento in cui è stato pronunciato ad oggi, tanti significati diversi (i famosi “tre pizzul” della saggezza popolare). Ho ripercorso, con calma, e anche con un certo nervosismo, quei momenti; ho provato a ricordare gesti compiuti e parole pronunciate, la relazione instaurata e le reazioni degli altri ai miei stimoli. Insomma, ho perso tempo ed energie prima di arrivare a capire la cosa più banale del mondo, ossia che quel “perfètto” significa, semplicemente, “detto di ciò che è fatto nel migliore dei modi possibili, tale che nel suo genere non si possa immaginare niente di meglio” (tratto dal dizionario Treccani). E oggi, grazie a questa mia perfezione ho conquistato la stima della persona che mi ha osservato. La felicità è questa.

Giovani in eterno

Quante volte ho sentito dire:  “lo sapete che io ho più di 90 anni”.

Sarebbe bello poter udire ancora quella frase, proprio oggi che sarebbero stati 91.

Lui, però, è  andato via quando era ancora giovane, con solo 89 anni di saggezza sulle spalle.