Due città tanto diverse tra di loro, eppure ugualmente amabili.
La protagonista, e le sue “manie”, catapultata per deformazione -e un po’ per scelta- in mezzo ad una perenne precarietà, vissuta con il supporto costante dei suoi punti di riferimento, ironici e maledettamente reali.
Nel mezzo, più vite che si intrecciano nel modo giusto e al momento giusto.
Angosce, gioie, dilemmi, stati d’animo, umori e amori nei racconti dei protagonisti.
La voglia di guardare la vita da differenti punti di vista ché, in fondo, non ce ne sono di universali che possono valere per tutti.
La libertà di scegliere ciò che è giusto e bello per se stessi.
L’assenza di ipocrisia nei dialoghi e la presenza viva del sentimento più nobile: il perdono.
Se siete curiosi e se vi intriga, leggete “In balia” di Marianna Aprile.

